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LUOGHI FEDERICIANI AD  ENNA

Castello di Lombardia

Fu su incarico della corte degli Svevi che l''architetto Riccardo da Lentini ristrutturò il Castello, innalzando venti bellissime torri per rafforzare gli imponenti muraglioni stretti attorno agli atri residenziali. Durante il periodo svevo il Castello di Lombardia (cosi denominato perché difeso da fanti della Calabria lombarda) conobbe il culmine dalla sua importanza strategica; noto come uno dei più inespugnabili d'Italia, definito negli stessi documenti svevi "Castrum Regium", fu una roccaforte di assoluta eccellenza dove, per due volte fu riunito il Parlamento del Regno svevo.

 

Il tradizionale circuito di visita consta di :
Piazzale della Maddalena, anche detto delle Vettovaglie, che testimonia il suo antico ruolo di punto militare strategico, occupando il settore settentrionale della cittadella.
Piazzale degli Armati, dove scavi archeologici hanno scoperto splendide vestigia.
Piazzale di San Nicola il più interno e perciò l'ultimo baluardo in caso d'invasione. Qui si trovano i resti degli appartamenti reali dove visse l'imperatore svevo.


Torre Pisana che si impone fra le 6 sopravvissute delle 20 torri sveve della Cittadella come la più alta, bella e meglio conservata. A differenza delle altre, la Pisana, si erge in modo spettacolare dal Piazzale di San Nicola. Essa rappresenta probabilmente la maggiore attrazione del maniero; una finissima merlatura guelfa di resturo conferisce grande eleganza alla struttura massiccia.

 

Torre di Federico

La Torre di Federico, uno dei maggiori monumenti federiciano conservatisi nel nostro Paese, secondo la tradizione fu un’opera di Riccardo da Lentini e residenza estiva dell’imperatore svevo, prediletta dal sovrano durante le sue permanenze in Sicilia.  Le sue origini, secondo recenti studi, risalgono alla metà del XIII secolo, ovvero all'età manfrediana, fattore quest'ultimo che avvalora la tesi che a volerla e ad abitarvi fu il Federico svevo piuttosto che l'omonimo aragonese.Altro argomento a sostegno dell'origine sveva del monumento è l'inconfondibile impianto geometrico che caratterizza gli altri castelli di Federico II di Svevia, di cui la Torre di Enna è un mirabile esempio.
Federico II, abile falconiere, amante della caccia della pesca si dice che abbia fatto edificare la Torre che divenne sua residenza estiva, concependola come una “Domus Regia”, vera e propria palazzina di caccia.

 

Il valore geotedico
La Torre di Federico, svettante com'è in cima a un dosso verdeggiante sull'altopiano della città di Enna, a oltre 950 m d'altitudine e a poche centinaia di metri dal centro geografico esatto della Sicilia, ha rivestito in passato una funzione di primissimo piano come punto di riferimento geotedico per tutta l'Isola. Fonti storiche accertano che gli antichi astronomi abbiano disegnato proprio dalla cima della Torre ennese il sistema viario siciliano nonché la suddivisione amministrativa vigente nel medioevo, nelle tre "valli". Un altro aspetto carico di significato simbolico che aleggia sulla severa struttura, riguarda la disposizione delle sue feritoie, che, assumendo un tracciato a croce latina, rappresenterebbero ciascuna antichi castelli e rovine della Sicilia. Né è casuale la forma ottagonale, cioè derivante dalla rotazione di un quadrato che, appunto, rappresenta la rosa dei venti.

 

L'antico ruolo

Nel Medioevo la Torre di Federico rappresentava, assieme al Castello di Lombardia, il maggiore baluardo difensivo dell'allora Castrogiovanni, città che, grazie all'antichissima fortezza erettavi tremila anni orsono dai Sicani, l'attuale Castello, fu definita dai Romani l' Urbs Inexpugnabilis. Sia il Castello che la Torre erano le "vedette" l'uno del settore orientale della mitica città imprendibile dell'epoca, l'altra di quello occidentale, all'epoca disabitato. A collegarli fu attiva per lunghi secoli una suggestiva galleria scavata nella roccia sotto la città, che, avendo ingresso (oggi chiuso per ragioni di sicurezza) al Castello di Lombardia, sbuca sul dosso sul quale si eleva la Torre: una funzione militare d'indiscutibile rilievo, cui subentrò, nel 1943, quella di rifugio ideale e al limite del leggendario per il popolo ennese che cercava rifugio dai bombardamenti alleati.

 

Castelli di Federico II in Sicilia

Federico II era solito distruggere i castelli feudali e acquisirli al demanio del regno; al loro posto fondava città per realizzare quello stato del sud che fu la sua brillante intuizione oltre il suo tempo e oltre lo spazio dei feudi. Il principio base cui tali fortificazioni rispondono è manifestare la presenza e la magnificenza dell’imperatore, per cui i castelli si trasformano per sua volontà in custodie di opera d’arti. Il programma difensivo svevo porta la creazione di vere e proprie catene di castelli in ogni parte del regno, caratterizzati all’impianto tipico dell’architettura classica (in modo particolare all’assialità del Castrum). Gli edifici hanno forma quadrata o rettangolare, con ali munite di torri cilindriche o poligonali in corrispondenza degli angoli e ambienti distribuiti ad anello intorno alla corte centrale. Il materiale impiegato è quello locale spesso sottratto ad edifici antichi e messi in opera con la tecnica della muratura a sacco (ossia un riempimento costituito da scampoli di pietrame amalgamanti con calce e sabbia).

 

Il Castello Maniace di Siracusa


Di tutti i castelli e le roccaforti fatti erigere in Sicilia da Federico II, il castello Maniace in Siracusa, è sicuramente il più rappresentativo. La fortificazione federiciana, trasformata in castello da Federico II nel 1239, a pianta quadrata, con le sue quattro torri cilindriche agli angoli, faceva parte di un sistema di castelli e torri distribuiti lungo le coste a difesa dell'isola.

 

 

 

 

  

 

 

 

  


Il Castello Ursino di Catania

Costruito su progetto dell'architetto Riccardo da Lentini, a sud del porto di Catania, l'edificio ha una forma rigorosamente geometrica, tipica dei castelli federiciani. I lavori iniziarono tra il 1239-40 e durarono un decennio; la pianta, è quadrata con quattro corpi di fabbrica regolari disposti intorno al cortile centrale. Agli spigoli del castello sono poste quattro torri cilindriche.

  

 

 


Il Castello di Bellumvider

Nel centro storico di Castelvetrano (TP) sorge un antico palazzo dove alcuni resti sono sicuramente di epoca federiciana e identificabili con il Castrum Bellumvider. La torre angolare ottagonale, i resti di una torre mediana, il fossato a scarpa, sono caratteristiche architettoniche riscontrate in molti edifici federiciani. Questo castello, si pensa,  fu realizzato assieme al castello di Bellumreparum dall’imperatore al servizio di alcune riserve di caccia. 


Castello di Augusta (Siracusa)

Ccostruito tra il 1232 e il 1242, sotto la direzione di Riccardo da Lentini. Augusta fu fondata dallo stesso Federico nel 1231, dove trasferì gli abitanti dei paesi da lui stesso distrutti (Centorbi, Nicosia, Traina, Capizzi, etc.). Il castello è a pianta quadrata con quattro torri angolari nel rispetto della tipologia federiciana.


Castello di Milazzo (Messina)

Sorge su un altopiano scosceso, e venne realizzato tra il 1239 ed il 1240, su volontà di Federico. Ha pianta rettangolare irregolare.

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